Verità Cristiane: intervista esclusiva ad Alessandro Iovino

Alessandro Iovino, grande esponente pentecostale italiano e libero pensatore è intervenuto in esclusiva su “Verità Cristiane”, esponendo chiaramente la sua visione spirituale e storica riguardo il vasto mondo dei pentecostali. Dopo la maturità scientifica Iovino ha conseguito la laurea in Storia presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli con una tesi sulla storia dell’Unione Sovietica dal 1945 al 1953 poi pubblicata con il titolo “L’Apogeo di Stalin” (Firenze Atheneum) con la prefazione del senatore a vita della Repubblica Giulio Andreotti. Inoltre è specializzato in storia moderna e contemporanea con una tesi sulla storia del movimento pentecostale con votazione 110/110 e lode.

Alessandro Iovino svolge un’intensa attività di divulgatore scientifico e saggista attraverso libri, saggi ed articoli. I suoi libri e la raccolta di poesie inedite hanno avuto diversi prestigiosi riconoscimenti letterali.

Durante il suo percorso universitario ha coltivato l’interesse per lo studio dei nuovi movimenti religiosi. In tal senso ha collaborato intensamente per un triennio (2007-2010) con il CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) di Torino, che è il più importante centro in Europa, e tra i primi al mondo, per lo studio dei movimenti religiosi contemporanei. Si è anche occupato anche dell’impatto sociologico dei fenomeni religiosi essendo stato membro del gruppo “Religioni” dell’Associazione italiana di sociologia, un’affiliazione che raggruppa accademici e ricercatori della sociologia della religione in Italia.

Alessandro Iovino sei uno dei più attivi esponenti del libero pensiero evangelico italiano. Come reputi la situazione attuale dei pentecostali nel nostro Paese?

“I pentecostali ormai anche in Italia sono paragonabili ad un grande mosaico. Esistono tanti tasselli, ognuno con una propria specificità. Le denominazioni storiche perdono terreno e sono più statiche rispetto invece alle nuove e dinamiche realtà pentecostali che sono sorte negli ultimi anni, sopratutto per l’influenza di alcuni ministeri americani. Ma questo ha portato anche la rottura di alcuni equilibri con l’arrivo di molti fenomeni, e non pochi personaggi, molto discutibili. Alcuni pensano di proseguire sulla strada della chiusura e della non-comunione con altre chiese e movimenti, senza capire che è una strategia fallimentare: oggi con i social i fedeli vedono ogni giorno altre realtà, altre chiese e si collegano virtualmente a tutto il mondo. Il social network Facebook la domenica è invaso di dirette video di ogni tipo di culto, anche della chiesa pentecostale del più remoto Paese italiano. Vengono inevitabilmente così influenzati i credenti da alcuni di questi fenomeni. Ecco che serve cautela ma anche studio, confronto e per i credenti molta preghiera. Penso che il mondo pentecostale italiano ha una grande responsabilità nei confronti dell’Italia. Auspico una maggiore sinergia tra le forze sane e spiritualmente compatibili di questa realtà per arginare da una parte il bigottismo e dell’altra il fanatismo mistico tipico di alcune nuove ondate del pentecostalesimo”.

Lei a breve parteciperà al Salone del Libro di Torino. Può dirci in che veste?

“Lunedì 13 maggio dalle ore 18.00 parteciperò ad una tavola rotonda sulla libertà religiosa, insieme ad alcuni studiosi e leader religiosi di altre nazioni. A me toccherà il compito di fare una breve analisi della realtà evangelica italiana. Sono stato inoltre informato pochi giorni fa che riceverò un prestigioso premio in merito al mio impegno per la libertà religiosa. La cosa mi onora non poco, ma non posso anticipare altro. Lunedì tutti i dettagli. Per chi sarà a Torino l’appuntamento è alle 18.00 nella Sala Bianca del Salone del Libro”.

Lei è anche uno storico. Che giudizio ha di Giacomo Lombardi?

“Ecco, grazie per questa domanda. Perché mi da occasione di ricordare il pioniere dei pionieri del movimento Pentecostale. Il pastore Francesco Toppi scrisse una breve biografia, che consiglio a tutti i pentecostali di leggere, per ADI-Media. Non elaboro un giudizio, ma piuttosto un consiglio: è necessario che tutte le chiese pentecostali, di ogni estrazione e provenienza, dedichino più tempo alla conoscenza di queste figure che hanno onorato l’Evangelo e servito Dio nel nostro paese in tempi difficili”.

Perché nel mondo i movimenti di fede Pentecostale sono cresciuti in maniera straordinaria?

“Da un punto di vista sociologico, possiamo dire che il movimento pentecostale è il più grande movimento di risveglio Cristiano degli ultimi 100 anni. Cresce a ritmi vertiginosi sopratutto nel Sud del mondo. Credo che il pentecostalesimo sia il completamento dell’opera religiosa nata con la Riforma Protestante. Ma sono io stesso un pentecostale ed ora parlo da uomo di fede. C’è per me una ragione spirituale. L’impulso pentecostale si distingue perché ha posto al centro l’azione dello Spirito Santo. È come un vento inarrestabile che accresce la fede e rafforza gli animi. Radicati nella Bibbia, i pentecostali si adoperano per la diffusione del Vangelo. È come un fuoco che non ormai è divampato, e non si arresta. Una volta intervistai John Piper, tra i più grandi pensatori evangelici americani, non di certo un pentecostale, anzi. Gli chiesi se fosse d’accordo che il pentecostalesimo possa considerarsi la pioggia dell’ultima stagione, prima del ritorno di Gesù. Si fermò e con molta determinazione disse di non sapere rispondere a questa domanda. Ma disse testualmente questo dei pentecostali: veri amanti dell’Evangelo, amanti dell’essere nati di nuovo, amanti delle Scritture, amanti della Bibbia, amanti dell’evangelizzazione del mondo.
Fin quando parleranno così dei pentecostali, vuol dire che sono al centro della volontà di Dio”.

Intervista a cura del direttore Agrippino Castania

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